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Colorazioni senza ammoniaca: sono davvero sicure?

colorazione

di Lucia Preziosi

“Le colorazioni per capelli senza ammoniaca sono ancora meno sicure di quelle che le contengono”. A sostenerlo è stato lo speciale Veleni quotidiani di Sky TG24, ma Estetica è andata a fondo della questione intervistando Roberto Gorni, responsabile Area tecnico-normativa di Cosmetica Italia.


Il servizio di Sky TG24 sulle colorazioni senza ammoniaca ha attirato l'attenzione di molti consumatori ma soprattutto dei parrucchieri, che ogni giorno vengono a contatto con le sostanze chimiche delle tinture. La questione sta tutta nell'uso della sostanza usata al posto dell'ammoniaca, la monoetanolammina, considerata più pericolosa della prima. Dunque i coloranti per capelli sono poco sicuri? Estetica l'ha chiesto a Roberto Gorni, responsabile Area tecnico-normativa di Cosmetica Italia, che ha sottolineato la piena sicurezza dei cosmetici - e quindi anche delle colorazioni per capelli – se conformi al Regolamento europeo 1223/2009. Questo, infatti, fornisce una serie di regole e limitazioni, basate su solidi principi scientifici, che permettono di garantirne la sicurezza e, di conseguenza, l’assoluta tutela della salute dei consumatori. Qui di seguito l'intervista.

 

Nello speciale “Veleni quotidiani” di Sky TG24, Fabrizio Zago, chimico industriale e autore del sito www.ecobiocontrol.bio, ha affermato che “la monoetanolammina è nociva se ingerita, se inalata, se a contatto con la pelle”: ma allora, come viene garantita la sicurezza nelle colorazioni che usano questa molecola?
A livello di regolamentazione cosmetica, la legislazione è estremamente attenta a cautelare la salute dei consumatori. Qualsiasi sostanza venga utilizzata nella formulazione di un cosmetico, deve risultare - per obbligo di legge - assolutamente sicura: il  valutatore, esperto in possesso di stabiliti requisiti in campo medico e tossicologico, è tenuto ad esaminare le caratteristiche di sicurezza di ogni ingrediente presente nella formula e le possibili interazioni prima di autorizzarne la sicura commercializzazione.
Quindi parlare di nocività indipendentemente dall'applicazione del prodotto è fuori luogo. È l'approccio del rischio contro l'approccio del pericolo... Qualsiasi sostanza usata in maniera impropria diventa potenzialmente pericolosa. Un esempio? L'ammoniaca è una sostanza endogena, prodotte dal nostro organismo, e quindi assolutamente compatibile, ma se ne bevo un litro allora sì che diventa pericolosa.

Diverso il problema dell'allergia...
Ogni tipo di reazione allergica indesiderata è legato a una risposta individuale che varia da persona a persona e che in nessun modo è indicativa di una bassa qualità o insufficiente sicurezza del prodotto, se quest’ultimo è conforme alla normativa di riferimento.  Il consiglio generale è quello di effettuare il test di intolleranza 48 ore prima di sottoporsi ad una colorazione.

Al professionista che fa colorazioni ogni giorno, quali le strategie per garantire la sicurezza?
Anche qui la normativa parla chiaro: i prodotti professionali devono obbligatoriamente contenere tutta una serie di schede tecniche  – con regole precise e rigorose, che non lasciano spazio alla volontà del singolo - sul come usare correttamente il prodotto. L'acconciatore è, dunque, tenuto a rispettare le istruzioni per il corretto utilizzo del prodotto che tutelano la sua  salute (ad esempio sull’utilizzo di guanti appropriati) e quella del consumatore. Inoltre, grande sostegno ai professionisti del settore arriva dalle aziende tricologiche che, al lancio di ogni prodotto, organizzano corsi professionali per garantirne l'uso appropriato e sicuro.

 

Lo stesso Comitato Scientifico per la Sicurezza del Consumatore della Commissione Europea - composto dai massimi esperti provenienti dai diversi paesi della UE -  ha redatto un documento (consultabile qui) nel quale si attesta che il mercato europeo è il più sicuro al mondo per le tinture per capelli. Nel documento si legge: “ Tutte le tinture per capelli nell'UE devono rispettare il regolamento sui cosmetici che elenca gli ingredienti coloranti che possono essere utilizzati nelle formulazioni di tinture per capelli, a determinate condizioni e restrizioni. I produttori di cosmetici sono i principali responsabili della sicurezza dei loro prodotti e sono tenuti per legge a garantire che i loro prodotti siano stati sottoposti a una valutazione scientifica di sicurezza prima di essere venduti. Il processo prevede la preparazione di dossier per dimostrare che la sostanza non rappresenta un rischio per la salute dei consumatori. Questi fascicoli sono quindi presentati alla Commissione europea per una valutazione del rischio da parte del Comitato Scientifico per la Sicurezza dei Consumatori.”

Tags: colorazione professionale tinta senza amoniaca indagine allergia

Pubblicato il 24.05.2018

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Commenti a questo articolo:
Michele. Saracino

Michele. Saracino - 01 giu 2018 21:11

Si dovrebbero fare distinzioni fra prodotti di tintura Professionale consumati nei negozi di acconciature, e prodotti in vendita nei supermercati.Noi acconciatori dovremmo essere a conoscenza di tutto quel che riguarda il consiglio da dare alla cliente.

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