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Fatturazione elettronica: tutte le FAQ per il parrucchiere

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Si è avviato il sistema di fatturazione elettronica entrata in vigore dal 1 gennaio 2019. Cosa deve sapere il parrucchiere per allinearsi alle nuove modalità? Qui la risposta a tutte le domande più richieste.


di Daniela Giambrone

Il 2019 verrà ricordato per vari motivi, ma sicuramente fra questi ci sarà anche l'avvio della fatturazione elettronica, che tanto sta facendo discutere i liberi professionisti in questi ultimi mesi. Gli acconciatori come devono regolarsi? A poco meno di un mese dall'inizio dell'anno Estetica ha chiesto a Cinzia Peretti, commercialista che opera a Torino e cintura, di rispondere alle domande più frequenti. Intanto, siccome ripetere è sempre utile, ci facciamo spiegare una volta di più in cosa consiste questa nuova procedura.

La Fattura Elettronica è un documento informatico, in formato strutturato xml, trasmesso via Internet al Sistema di Interscambio (Sdi) e da quest'ultimo recapitato al soggetto ricevente (ovvero il cliente)” spiega Cinzia. “Il Sistema di Interscambio è la struttura, istituita dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, mediante la quale è possibile trasmettere telematicamente le fatture elettroniche e inviare le relative notifiche. Ogni fattura emessa a partire dal 1/1/2019 deve avere il formato standard previsto dalla norma (xml), deve essere inviata telematicamente al Sistema di Interscambio ed è resa disponibile automaticamente e in tempo reale dall’Agenzia delle Entrate”.

I parrucchieri rientrano in quei professionisti tenuti a rispettare l’obbligo di fatturazione elettronica?

La legge di bilancio 2018 ha previsto, con decorrenza dall’1/1/2019, l’obbligo di fatturazione elettronica per la generalità delle operazioni effettuate nei confronti di soggetti passivi IVA, nonché nei confronti di privati consumatori. I parrucchieri ai sensi dell'art. 22 del DPR 633/1972 (decreto IVA) sono esonerati dall'emissione della fattura e certificano le operazioni con scontrino o ricevuta fiscale (corrispettivi). Solo nel caso in cui un cliente richieda esplicitamente la fattura hanno obbligo di emettere fattura e dal 2019 deve essere in formato elettronico.

L’obbligo di emissione della fattura elettronica riguarda, pertanto, solo i parrucchieri che prestano la loro attività verso soggetti per i quali il loro servizio è un costo inerente l’attività con conseguente detraibilità dell’Iva (per esempio i parrucchieri che lavorano per lo spettacolo). Per contro, gli acquisti di beni, materiali e servizi di tutti i parrucchieri dal 2019 saranno documentati da fattura elettronica.

Quali sono le cose importanti da sapere per avere una contabilità in regola a partire da quest'anno?

La cosa principale da sapere è che dall'1/1/2019 se il nostro cliente ci chiede la fattura dobbiamo emetterla in formato elettronico seguendo le indicazioni operative fornite dall’Agenzia delle Entrate. Le uniche esclusioni riguardano gli operatori che rientrano nel regime dei minimi o nel regime forfettario.
Se il nostro cliente al quale dobbiamo emettere fattura non è italiano ma è operatore estero possiamo decidere se emettere la fattura in formato elettronico e inviarla al Sistema di Interscambio oppure continuare ad emettere la fattura cartacea o in PDF, consegnarla al cliente (anche via mail) e inviare all’Agenzia delle Entrate una comunicazione riepilogativa chiamata “esterometro”.

Ci sono delle scadenze che è necessario rispettare e quindi assolutamente da segnare in agenda?

Per l’emissione delle fatture in formato elettronico l’Agenzia delle Entrate ha previsto dei termini di emissione specifici: per non incorrere in sanzioni per il primo semestre 2019, cosiddetto “semestre bianco”, le fatture elettroniche potranno essere emesse entro il termine per l’esecuzione della liquidazione Iva del periodo (entro il 16 del mese successivo) in cui si è effettuata l’operazione a condizione che l’Iva venga pagata entro lo stesso termine; per il secondo semestre 2019 la fattura dovrà essere emessa entro 10 giorni dall’effettuazione dell’operazione indicando su di essa anche tale data.

Per quanto riguarda le operazioni verso l’estero, l'esterometro va inviato entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello della data del documento emesso.

Occorre, inoltre, segnalare che il Decreto collegato alla Legge Finanziaria 2019 ha previsto che, a decorrere dall’1/1/2020, i soggetti che effettuano le operazioni di cui all’art. 22, DPR n. 633/72 (corrispettivi), tra cui i parrucchieri, memorizzino elettronicamente e trasmettano telematicamente all’Agenzia delle Entrate i dati relativi ai corrispettivi giornalieri. Per i soggetti con un volume d’affari superiore a € 400.000 l’obbligo decorre già dall'1/7/2019. Per capire meglio di cosa si tratta occorre attendere l’emanazione dei Decreti attuativi che ne definiranno modalità e tempistiche di invio e potranno stabilire eventuali esoneri in ragione della tipologia e della zona di esercizio dell’attività.

Cosa cambierà all'atto pratico rispetto al sistema di fatturazione precedente nel caso specifico dei parrucchieri?

Il parrucchiere che deve emettere fatture elettroniche deve dotarsi di un dispositivo (può anche essere un computer o un tablet) che, tramite apposito software, permetta di predisporre ed inviare la fattura al Sistema di Interscambio.

La ricezione delle fatture elettroniche, invece, può avvenire mediante posta elettronica certificata (PEC) oppure tramite lo stesso software che si utilizza per predisporle (previo rilascio al nostro fornitore del codice destinatario avuto dalla software house).

Ci sono delle spese nuove che si devono affrontare? Se sì, quali?

Il parrucchiere che si trova a dover fatturare in modalità elettronica dovrà dotarsi di un dispositivo e di una connessione Internet. Per quanto riguarda il software, l’Agenzia delle Entrate ha reso disponibile un software gratuito, ma è possibile anche rivolgersi al proprio consulente fiscale oppure alle soluzioni software presenti sul mercato.

Per quanto riguarda l’adempimento relativo alla memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi, occorrerà dotarsi di strumenti, quali registratori di cassa, in grado di comunicare con i canali dell’Agenzia delle Entrate. A tal proposito segnalo che per l’acquisto o l’adattamento di questi strumenti è previsto un contributo pari al 50% della spesa sostenuta nel limite di 250 € in caso di acquisto e di 50 € in caso di adattamento, concesso sotto forma di credito d’imposta da utilizzare in compensazione.

Pubblicato il 28.01.2019

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