Lavorare come parrucchiere in Inghilterra | estetica.it
Estetica.it

Lavorare come parrucchiere in Inghilterra

Salone inghilterra

Sono molti i parrucchieri che decidono di investire una parte della loro vita professionale, o persino tutta, all'estero. E fra le tante mete, l'Inghilterra – e Londra in particolare – è fra le più gettonate. Ma come fare?


Ci vuole coraggio: decidere di andare a lavorare – anche temporaneamente – in un altro paese è una scelta impegnativa. Ma chi desidera ampliare la propria esperienza professionale prende in considerazione anche questa opzione. Per aprire gli orizzonti, la mentalità, per confrontarsi con modi diversi di gestire la stessa professione, per acquisire tecniche che in Italia non sono facilmente accessibili. Fra le tante mete interessanti per il mestiere di acconciatore c'è sicuramente l'Inghilterra, in particolare Londra, centro pulsante di creatività e nuove tendenze, ma anche di tradizione nella tecnica e di uno stile ben riconoscibile.

Partire senza un progetto, però, non è mai consigliabile. La decisione richiede la necessaria preparazione. Estetica ha chiesto a Stefano Vittori di dispensare i consigli più utili per chi vuole fare questo passo. Stefano, infatti, ha aperto un concept salon a Bristol cui ne seguirà a breve un secondo: si tratta di un negozio di parrucchiere con spazio concerti, bistrot, galleria d'arte e vendita di piante, tutto sotto lo stesso tetto. Grazie a questa esperienza in progress è la persona giusta cui chiedere come prepararsi al trasferimento.
“Per stabilirsi in Inghilterra – spiega Stefano – non servono molti documenti, è sufficiente la carta d'identità, ma il passaporto è molto più gradito, quindi bisogna mettere in conto il tempo necessario per fare la pratica”.

Quanto tempo prima bisogna prepararsi?

Se si ha una buona conoscenza dell'inglese il periodo di ambientamento sarà molto più veloce, ma si supera tutto se si ha voglia di fare: io, per esempio, sono partito con un inglese scolastico. Bisogna munirsi di almeno 3000£ tra anticipo per la casa, prima mensilità di affitto, abbonamento ai mezzi di trasporto e spese varie. Per questo suggerisco di prendere lezioni di inglese almeno 6 mesi prima di partire e poi considerare che, tra fare i colloqui e ottenere un lavoro, possono passare dai 15 ai 30 giorni.

Tu hai fatto delle visite di perlustrazione prima?

Si, sono stato a Londra varie volte come turista, mi sono segnato tutti i saloni nel quale avrei voluto lavorare e quindi ho mandato il cv di conseguenza.

Che tipo di supporto viene fornito dalla città per chi si trasferisce lì, se esiste?

Non c'è supporto, bisogna pedalare, velocemente anche. Riferendoci a Londra, è una metropoli nella quale non è accettato aver paura, bisogna essere intraprendenti, buttarsi e cogliere la prima occasione che ti capita, perché la concorrenza è spietata e altissima.

Cosa cambia all’atto pratico in salone a livello di gestione e personale?

Il sistema inglese è completamente diverso: ogni salone ha una figura manageriale che non sempre è un parrucchiere, si lavora molto con gli appuntamenti online, il customer care deve essere sempre ineccepibile, caffè e birra sempre gratuiti per i clienti. Inoltre la figura del receptionist è indispensabile per il primo rapporto diretto con la clientela. I parrucchieri spesso sono specializzati, quindi o fanno solo servizi tecnici o fanno solo servizi stilistici. In più si lavora quasi tutti a percentuale, come liberi professionisti. Infine l'attività social è fondamentale. C'è un mondo dietro le foto scattate ai clienti e una tecnica ben precisa da adottare per postarle su Instagram.

E dal punto di vista fiscale?

Dal punto di vista fiscale l'anno va dal 1 aprile al 1 aprile dell'anno successivo.
Da 0 a 11.500£ non ci sono tasse. Da 11.500£ in poi si paga il 20%, l'Iva si paga superate le 80.000£ con lo stesso ragionamento. No iva al di sotto di 80.000£ nette (tolte le spese).

Sono molto diverse le clienti italiane da quelle inglesi?

Sì, completamente: le clienti inglesi sono sempre aggiornate sulle tendenze, si affidano molto al parrucchiere, sono abituate a spendere e a non essere giudicate.

Quanto conta l'essere italiano per affermarsi come acconciatore?

Non penso ci sia una connessione tra l'essere bravo ed essere italiano. È vero che i più famosi parrucchieri hanno o sono di origine italiana, ma non è un plus a cui i clienti fanno molto riferimento.

Ci sono zone migliori di altre per aprire un salone: centro città, centri commerciali, piccolo negozio...?

Questo dipende da che tipo di salone vuoi aprire. Sicuramente, se sei nuovo, riuscire a capire la zona che presto sarà la prossima area di tendenza della città sarebbe molto vantaggioso, perché gli affitti sono ancora bassi, ma allo stesso tempo tanti si trasferiscono lì. Soprattutto a Londra, tutti sono alla ricerca della Next Big Thing.

Cosa ne pensi della Brexit e quanto può influenzare le dinamiche di questa professione secondo te?

Penso che sia un suicidio assistito ma alla fine credo che se ne farà poco, sarà una fake brexit con l'aiuto dell'Europa.

Tags: intervista lavorare all'estero londra stefano vittori

Pubblicato il 23.11.2018

Glitch

Scelti per te

Acconciature capodanno 2019: protagonisti i raccolti

Nastri e bacche, ma anche colori metallici: 4 video tutorial della celebre hair artist di Chicago @annette_updo_artist da cui prendere ispirazione.

Acconciature per le feste: le richieste più strane

Natale e Capodanno sono quelle occasioni in cui la tentazione di sfoggiare un look diverso dal solito si fa prepotente. A volte però capita che gli stilisti debbano confrontarsi con richieste dei clienti davvero singolari. Una vera prova di professionalità.

Lascia un commento



Avvisami quando vengono pubblicati nuovi commenti


Digita le parole che vedi qui sotto: