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Le cose da non chiedere mai a un parrucchiere (versione cliente)

Le cose da non chiedere mai a un parrucchiere (versione cliente)

Arrivano in salone decise a uscire identiche a Chiara Ferragni. Oppure senza avere idea di cosa vogliono e aspettandosi un miracolo. Abbiamo raccolto alcune richieste strampalate che le clienti si sono rese conto di aver fatto a un parrucchiere e alcune frasi che hanno capito di non dovergli mai più dire. Ricavando alcune categorie precise di clienti.


Quelle che credono nei miracoli...

Arrivano corvine, vogliono uscire platino, però puntualizzano “non voglio decolorare”. Oppure hanno un carré corto, magari con frangia, e sentenziano "Un taglio per cui possa evitare di tornare per i prossimi 6 mesi". Li vogliono rosso rame? “Però vado tutti i giorni in piscina, non sono una che usa tanti prodotti e non vorrei essere qui tutti i mesi”.

...e quelle che hanno davvero poca fiducia

"Ma decolorare farà male al capello?" ti chiedono con lo sguardo di chi ci tiene a lasciarle pelate. Oppure “ma tu le sai fare le trecce quelle che partono dall’alto?”. E ancora “la piastra la sai usare, vero?”. A una di queste richieste, pare che un professionista abbia risposto “hai visto l’insegna fuori? C’è scritto Parrucchiere o Calzolaio?”.

Il ritaglio di giornale

In epoca recente è stato spesso superato dalla foto trovata su Instagram, ma il principio è lo stesso. La foto della starlette di turno, spesso splendidamente immortalata sul red carpet, è tra le mani di una cliente speranzosa di uscire uguale dal salone. Adattare lo stile, spiegare la resa effettiva, e in certi casi semplicemente abbassare le aspettative non è sempre facile. Ma alcuni parrucchieri non sono riusciti a farlo nel modo migliore. “Sono andata una volta dal parrucchiere portando una foto per fargli capire come avrei voluto taglio/colore, e la risposta è stata ‘eccone un'altra che viene con il santino’. Ho capito che non aveva gradito molto” ci ha raccontato una cliente.
Decisamente peggio è andata a quest’altra “Una volta prendo appuntamento da un parrucchiere (lo cambio spesso) e porto un ritaglio di giornale con l’immagine di un’attrice con un long bob. Mi siedo, mostro alla ragazza la foto e chiedo: cosa ne pensa? Potrebbe starmi bene? Risposta: ‘signora, non faccio miracoli’. Ed era seria. Me ne sono andata”.

Cuore di mamma

Ma le clienti non vengono in salone soltanto per i loro capelli, portano anche i loro pargoli a tagliare la chioma. E si dividono in genere in due categorie. Quelle che “ gli ho chiesto se era stata colpa di un taglio drastico se i fantastici riccioli biondi del mio bimbo dopo i 18 mesi non sono più cresciuti” e quelle che “Il mio bimbo a tre anni ha ancora 4 peli in testa: ogni volta che lo porto a tagliarli gli domando ‘ma adesso gliene verranno di più, vero?’".

La precisione prima di tutto

E infine ci sono quelle con le idee chiare. Fin troppo. “Quando vado a spuntare i capelli chiedo sempre e solo 3 cose: 1) Non continuare a palpeggiarmi la cute, mi dà enormemente fastidio! 2) Non voglio lacca, schiuma, cera, gel... Niente di niente. Phon spazzola e forbici. Punto. 3) Non voglio comprare prodotti. Grazie”. Agli ordini, e anche velocemente, come richiesto da quest’altra: “mi odiano, lo so. Ma hanno imparato a conoscermi, 20 minuti per taglio piega e shampoo. Stop”. Le clienti che ti rallegrano la giornata, insomma.

E poi alla fine c’è lei, la frase più temuta da tutte le clienti del mondo, quella che non si sentono di usare a meno che il rapporto con il parrucchiere non sia davvero di vecchissima data: FAI TU. Ci sono racconti di donne in lacrime per giorni tra frange da cocker, capelli “come la sorella brutta di Tarzan” e percezione del risultato finale davvero esaltante “con quel colore parevo appena scappata dall'obitorio”.

E voi? Quali sono stati i vostri migliori scambi con le vostre clienti?

Tags: clientela consigli parrucchieri gestione salone

Pubblicato il 26.09.2018

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