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Light design in salone, ovvero come arredare con la luce

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Scegliere le giuste soluzioni di illuminazione in un salone coiffure significa da un lato aumentarne l’efficacia in termini operativi e dall’altro migliorarne la percezione in termini di piacevolezza. I consigli per muoversi nel modo migliore.


di Daniela Giambrone

L’lluminazione svolge un ruolo molto importante all’interno di un negozio da parrucchiere, perché risponde a funzioni molteplici: dal creare l’atmosfera giusta per l’accoglienza al facilitare il lavoro tecnico dello stilista. L’architetto Alessandra Reggiani, lighting designer che opera a Roma, ci spiega qual è il ruolo di una figura come la sua nel momento in cui si decide di aprire un salone o di ristrutturarlo prestando attenzione anche a questo aspetto: “compito del progettista della luce è proprio quello di tradurre lo spazio e le sue molteplici funzionalità in termini di luce, facendo in modo che ciascuna esigenza venga rispettata nel migliore dei modi creando altresì un’immagine complessiva equilibrata ed esteticamente gradevole”.

Secondo lei è possibile creare un salon concept basato principalmente sull'illuminazione?

Io credo che la luce sia uno strumento progettuale con potenzialità infinite, di cui ancora oggi non si sono appieno comprese tutte le potenzialità. L’illuminazione ha un canale di comunicazione diretto e rapidissimo con le nostre sensazioni ed è capace di suscitare nell’immediato delle reazioni intense e profonde. Possiamo percepire la gradevolezza o meno di uno spazio, una sensazione di accoglienza o repulsione, di freddo o caldo, di leggerezza o pesantezza, solo giocando con la luce, che si configura così come un vero e proprio materiale architettonico, anche se, in realtà, non ha un corpo e un peso proprio, che trovano invece una loro connotazione nel suo incontro con le superfici.

Credo che il gioco fra illuminazione, colori e superfici possa davvero costituire il concept per tantissime applicazioni, anche per i saloni.

Quali sono i criteri generali da prendere in considerazione riguardo l'illuminazione in salone?

Dovrebbero essere pianificate tre componenti luminose:

1. una luce generale o ambiente;

2. una luce funzionale o d’accento;

3. una luce “scenografica”, destinata a identificare il brand.

La prima, che identifica lo spazio, è dedicata a costruire un’immagine d’insieme e ad ammorbidire i contrasti; la seconda, rappresenta il contributo diretto al corretto svolgimento delle varie attività, con il raggiungimento dei necessari livelli di illuminazione; la terza, infine, è concepita come un elemento comunicativo necessario a identificare il marchio o il nome del salone, ad enfatizzare particolari punti o scorci, o anche a connotare il carattere dell’allestimento con forme ed effetti particolari.

Grande attenzione dovrebbe essere dedicata a:

la qualità della luce prodotta in termini di corretta resa cromatica delle sorgenti luminose applicate e alla loro tonalità di emissione;

le quantità dei flussi luminosi emessi;

• l’eliminazione o massimo contenimento degli effetti di abbagliamento primario o secondario dei corpi illuminanti che, nelle prime due soluzioni menzionate, dovrebbero essere il più possibile integrati all’ambiente, miniaturizzati e discreti.

In questo momento, si possono individuare delle soluzioni di illuminazione più di tendenza o più innovative dal punto di vista tecnologico?

Da qualche anno a questa parte, il mondo della luce ha assistito a una vera e propria rivoluzione, generata dalla diffusione della tecnologia LED. IL nostro modo di usare la luce e di approcciarci ad essa è profondamente mutato, offrendo nuovi scenari applicativi e nuove potenzialità. Questa tecnologia – che è certamente il trend più attuale – è tutt’ora in continua evoluzione, regalandoci con una frequenza sbalorditiva innovazioni e miglioramenti continui. La miniaturizzazione delle sorgenti, la loro longevità – se trattate con le corrette precauzioni – la loro facilità di controllo attraverso sistemi di gestione relativamente semplici e intuitivi ci consente di integrare con facilità la luce alle volumetrie architettoniche e agli arredi, con soluzioni inedite e accattivanti, caratterizzate da una grande flessibilità e versatilità.

Dal punto di vista del risparmio energetico e dell'inquinamento luminoso ha dei consigli da suggerire?

I sistemi LED sono caratterizzati da altissime performance in termini energetici, con consumi estremamente contenuti. La loro efficienza – ovvero il rapporto fra energia assorbita e flusso luminoso emesso – è davvero ottima, come ottime sono la stabilità del colore, la durata, la resa dei colori, a patto che vengano utilizzati prodotti di qualità. In questo senso, è necessaria una grande attenzione, poiché il mercato ci offre oggi un’infinità di prodotti, molti dei quali non all’altezza delle effettive potenzialità della nuova tecnologia. Scegliere un prodotto inadeguato, mal concepito o di bassa qualità significa ottenere effetti scarsi e insufficienti, tonalità di luce disuniforme, vita degli apparecchi limitata e incostante, resa del colore inesistente, instabilità dell’emissione… Insomma, la qualità del sistema, ancor più che con le sorgenti di tipo tradizionale, rischia di essere un vero flop se non progettata, pianificata e installata correttamente. In questo senso, sarebbe oggi auspicato il contributo della professionalità di un Lighting Designer, settore strategico e determinante purtroppo ancora troppo poco conosciuto e diffuso nel nostro Paese.

Può descrivere qualche esempio realizzato da lei di cui è particolarmente soddisfatta?

Nel modo dei saloni molto spesso le ditte di allestimento si occupano personalmente della luce e, a mio avviso, si vede perché è davvero difficile trovare soluzioni luminose di alto livello! Per quanto mi riguarda, vorrei segnalare un interessante intervento terminato di recente per un Centro estetico, nel quale – in sinergia con l’architetto di interior – abbiamo cercato di ricreare uno spazio armonico basandoci sull’interazione di luce, colori e note olfattive… In ogni spazio, in funzione delle singole esigenze funzionali, il rapporto fra le quantità di luce e le sue tonalità è stato curato e assortito in funzione dei materiali, delle finiture, dei colori; per le cabine dedicate ai trattamenti è stato previsto il contributo di un sistema di illuminazione con cambio di colore, lavorando anche in termini di cromoterapia. L’esito ci ha pienamente soddisfatti e ha soddisfatto anche i nostri clienti, che attraverso un approccio attento e mirato hanno visto completamente trasformato uno spazio piuttosto piccolo e complicato.

 

In gallery, il salone Blue Tit Brixton a Londra dimostra quanto possa essere efficace e comunicativa l’illuminazione.

Tags: light design arredamento salone luci salone

Pubblicato il 28.02.2019

Light design in salone

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