A cosa serve il marketing? L'ABC per il parrucchiere | estetica.it
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A cosa serve il marketing? L’ABC per il parrucchiere

È il marketing a portare al successo un'attività o conta solo e soprattutto la qualità dei servizi svolti? Lo abbiamo chiesto a Michela Ferracuti, esperta di marketing, che nel suo ultimo libro approfondisce l’argomento.


 

A cosa serve il marketing?“Il marketing non serve a un ca**o!”

È quel che dicono molti parrucchieri che sono ancora convinti che basti lavorare bene e al giusto prezzo per avere successo. Ed è anche il titolo dell’ultimo libro di Michela Ferracuti (qui l’intervista sul suo primo libro “Da parrucchiere a hairstylist di successo”), ideatrice del Metodo dell’Hair Stylist di Successo ed esperta di marketing nel settore della cura e della bellezza della persona, ed Emiliano Lemma. Abbiamo chiesto a Michela di raccontarci qualcosa in più:

Cos’è il marketing?

Il Marketing è dare un motivo per farci scegliere rispetto alla concorrenza. Dietro questa frase, che può sembrare molto teorica e fumosa, c’è tutto quel che un parrucchiere, come qualunque titolare di una attività, deve prendere in considerazione quando si chiede se gli serve conoscere questa componente del proprio lavoro.

A cosa serve il marketing?

Il marketing serve, sempre rifacendoci alla frase precedente, a farci scegliere dalla clientela. Fin qui, siamo ancora nel teorico, ed è bene introdurre un nuovo concetto: i clienti che un parrucchiere vorrebbe acquisire non si materializzano dal nulla, ma “appartengono” a un altro salone. Sono, cioè, già clienti di un salone. Ecco perché è necessario fare marketing: perché dobbiamo dare un motivo ai clienti di altri saloni affinché diventino nostri clienti. E questo motivo deve essere forte, perché altrimenti non si ha motivo per cambiare.

Quale il marketing vincente?

Intanto diciamo qual è il marketing che non serve a niente: quello che parte dalla fine, dagli strumenti. Non esiste il marketing su Facebook, non esiste il marketing su Instagram, non esiste il marketing solo sui social. Esiste, invece, un marketing che parte dalla strategia e, in particolare, dal proprio posizionamento. Per posizionamento si intende la posizione che si occupa nella mente di clienti e potenziali clienti. Per entrare nel concreto, Aldo Coppola è un brand posizionato nella fascia alta della clientela. Allo stesso modo, altri brand del settore come Jean Louis David o Franck Provost hanno il loro posizionamento ben preciso. Sia chiaro: non bisogna appartenere ad un franchising per trovare il proprio posizionamento, ma è fondamentale costruire la propria identità unica rispetto alla concorrenza.

Come si ottiene il posizionamento?

Il posizionamento si ottiene, nel corso degli anni, producendo contenuti coerenti: foto, video, post del proprio blog, eccetera, che comunichino con costanza la propria unicità. Infine, e solo a questo punto, subentra quel che per molti è marketing: la diffusione dei propri contenuti attraverso campagne sui social. Anche qui, un chiarimento importante: il marketing non si fa sono online ma anche nel mondo reale.

Perché una volta un parrucchiere non faceva marketing, e perché oggi è importante farlo?

La risposta è semplice: perché non ne aveva bisogno. Fino a una decina di anni fa, bastava lavorare bene perché un parrucchiere potesse mantenere dignitosamente se stesso e la propria famiglia. Chi voleva crescere di più, magari apriva più saloni. Ma il parrucchiere medio non aveva bisogno di marketing. Poi sono intervenuti 3 fattori che hanno avuto l’effetto di una bomba nucleare:

• Il primo è stato la liberalizzazione delle licenze. All’improvviso, non c’era più nessun limite all’apertura di nuove attività, senza dover rispettare le distanze minime. Oggi la situazione è drammatica: ogni giorno apre un nuovo salone, un nuovo centro estetico. Anche uno accanto all’altro (e non è un’esagerazione), quindi la concorrenza è agguerrita.

• Il secondo fattore è stato la crisi economica che ha colpito duro specialmente la classe media. La clientela si è molto polarizzata: da un lato è cresciuta l’esigenza di risparmiare anche e soprattutto per i servizi di cura della persona, dall’altro, resta indispensabile avere anche un’offerta per chi ha ancora la possibilità di spendere.

• Il terzo fattore è che internet ha cambiato le abitudini delle persone. Oggi le persone si informano sul proprio cellulare prima di prendere una decisione di acquisto e i social hanno contribuito a rendere indispensabile la visibilità online di ogni attività.

Questi 3 fattori hanno cambiato le regole del gioco e pian piano i parrucchieri se ne stanno accorgendo. Ma più la conoscenza delle regole di base del marketing si allarga e più la faccenda si complica...

Fare marketing è facile?

Ecco, direi proprio di no. Creare un brand e posizionarlo nel proprio territorio, imparare a comunicare con efficacia la propria unicità non è facile. Paradossalmente, è più facile il passaggio finale, quello che erroneamente si scambia per marketing: usare Facebook e Instagram può sembrare facile (ma non lo è affatto). Bisogna apprendere delle competenze che non si possedevano in precedenza:

• saper scrivere;

• saper parlare in pubblico o in video;

• usare gli strumenti tecnologici;

• fare foto e video;

• comunicare con costanza…

Quando un parrucchiere ha iniziato a svolgere la propria professione, di sicuro non pensava di dover fare anche tutte queste cose!

Il marketing si può demandare?

No! È uno dei punti fissi di ciò che insegno. Nessuna agenzia o consulente può fare marketing al posto del titolare del salone. Qui occorre tenere presente però il concetto di marketing di cui ho parlato finora. La strategia di marketing per far crescere un salone deve essere ideata dal titolare. È lui che ha, o dovrebbe avere, la conoscenza del proprio mercato, dei propri clienti, dei propri concorrenti.

Rivolgersi a un'agenzia o a un'esperta di marketing?

• Ad un’agenzia: no, a meno che non lo si faccia in un secondo momento. Dopo aver studiato marketing esattamente come si studiano le nuove tecniche di taglio o colorazione, e dopo aver creato la propria strategia, allora è possibile delegare la parte finale, quella operativa: creare inserzioni sponsorizzate, creare un sito, creare i video, creare un blog, eccetera.

• Un’esperta di marketing può aiutare? Certo, ma il suo compito deve essere quello di formare i titolari di saloni. Successivamente, può intervenire a livello strategico, io stessa faccio questo con i miei studenti avanzati: dopo averli formati nei miei corsi, posso creare, assieme a loro, una strategia di marketing personalizzata. La cui applicazione, però, è un loro compito, perché gli imprenditori fanno così: creano una strategia, magari con l’aiuto di esperti del settore e poi trovano le risorse, esterne o interne, per realizzarla.

Quanto costa?

Ci sono eventi formativi che costano migliaia di euro. A volte sono molto validi, altre sono solo specchietti per le allodole. Io credo che non sia etico far pagare migliaia di euro per un corso di due o tre giorni. Non deve passare il messaggio che, spesi quei soldi, poi il gioco sia fatto, perché il marketing costa e anche molto. Il costo di un corso è solo una minima parte di quel che si dovrà investire successivamente, e se ci si deve indebitare già per parteciparvi, poi non si avrà la possibilità di applicare le strategie apprese. Senza soldi non si fanno le campagne, senza soldi non si pagano gli strumenti di marketing, senza soldi non arrivano i nuovi clienti.

Da dove si parte?

Il primo passo è colmare le proprie lacune. Un salone di acconciature è un’impresa a tutti gli effetti e, in quanto tale, va gestita da 3 punti di vista:

1. la parte gestionale, amministrativa e finanziaria;

2. la parte tecnica di svolgimento dei servizi;

3. il marketing.

Il 90% dei parrucchieri si preoccupa di diventare sempre più bravo nello svolgimento dei servizi. Invece, dovrebbe acquisire le adeguate competenze gestionali, finanziarie e di marketing. Il procedimento è lo stesso: così come per diventare ottimi parrucchieri si studia e ci si aggiorna, allo stesso modo si deve fare per gli altri due fattori. Bisogna capire cosa chiedere al commercialista e cosa chiedere al grafico, al webmaster o all’agenzia che ci crea le campagne di marketing. Perché ciò che si può delegare non è la parte gestionale e di marketing ma quella tecnica, e questo è ciò che vorrei davvero che i parrucchieri comprendessero.

A cosa serve il marketing e molte altre delucidazioni sull’argomento si possono trovare nel libro “Il marketing non serve a un ca**o” di Michela Ferracuti, acquistabile su www.ilmarketingnonserve.it o su Amazon.

Tags: michela ferracuti marketing parrucchieri salone

Pubblicato il 11.03.2019

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