Marketing per parrucchieri: i consigli di Sebastiano Zanolli | estetica.it
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Marketing per parrucchieri: i consigli di Sebastiano Zanolli

Marketing per parrucchieri: i consigli di Sebastiano Zanolli

Come è in continua evoluzione il mercato, così lo sono anche le strategie da adottare per mantenere il business in attivo. Il settore coiffure non fa eccezione, per questo Estetica ha chiesto a un esperto i consigli più attuali di marketing per parrucchieri.


Non è facile stare al passo con i cambiamenti dell’epoca in cui viviamo. Tecnologia in continua evoluzione, mercati in costante mutamento, consumatori che rinnovano bisogni ed esigenze. Chi si ritrova ad avere un’attività commerciale nel settore acconciatura ha bisogno di un periodico aggiornamento sugli strumenti di marketing per parrucchieri più adeguati da adottare per rendere visibile e profittevole il proprio business.

Estetica ha intervistato Sebastiano Zanolli – esperto di gestione del cambiamento, scrittore e speaker che ha lavorato in aziende come OTB Group/Diesel e Adidas – per capire a che punto è il marketing per parrucchieri, quanto è cambiato e come si è trasformato. “È cambiato completamente il contesto, sono cambiate le sfide, di conseguenza è normale che sia cambiato anche l’approccio” dichiara Sebastiano. “Viviamo oggi un mercato iper competitivo, in cui i confini geografici non proteggono più le imprese e non si può più celare la scarsa competitività. Dai servizi legali a quelli fiscali, tutto va in direzione di un mercato disintermediato e globale”.

“La più grande novità sta però nelle informazioni. Molti celebrano la massa di informazioni che abbiamo rispetto ai nostri clienti, il che è chiaramente vero e permette di profilare con più precisione. Ma vale anche il contrario: i consumatori, in qualsiasi mercato, sanno tutto su prodotti e aziende, li mettono costantemente a confronto, determinano con le loro opinioni chi tra un’azienda e un prodotto merita la propria fiducia. Questo è ancora più determinante ed è dunque qui che si gioca la partita: acquisire la fiducia. Questo porta, o dovrebbe portare, a un marketing diverso. Fatto da più attenzione in fase di progettazione di prodotti e servizi, di trasparenza, di co-creazione con i propri clienti, di dialogo e impegno sincero. Mi piace pensare che sia il momento, finalmente, dell’umanità. Anche nel marketing per parrucchieri e nelle vendite”.

Cosa ne pensa del marketing per parrucchieri via web? secondo la sua esperienza, è uno strumento (ancora) utile?

Il web è oggi il canale per definizione con il quale comunicare, promuovere, connettersi con il proprio mercato. Sembra esista da sempre ma in fondo, almeno in Italia, sono appena 10 anni che è diventato uno strumento di massa. Dunque è impensabile non esserci, non conoscerlo, non sfruttarlo. Vale per qualsiasi prodotto, servizio, mercato. Vale chiaramente anche per il settore dell’acconciatura e nel marketing per parrucchieri. Anzi, in un mercato in cui l’esperienza è protagonista delle scelte dei consumatori, è ancora più importante riuscire a comunicare il proprio valore e sfruttare il coinvolgimento della propria clientela (creare veri e propri fan) per consolidare la propria posizione sul mercato e crescere.
Bisogna però evitare di pensare che vi sia un “off line” e un “on line”. Mi piace molto il termine coniato dal filosofo Luciano Floridi, professore di filosofia ed etica dell'informazione all'Università di Oxford presso l'Oxford Internet Institute, dove dirige il Digital Ethics Lab: viviamo l’era dell’on life.

Cosa consiglia di fare come primi passi di marketing a chi inizia un'attività imprenditoriale?

C’è una frase di Seth Godin, esperto autore di business, che mi piace ripetere quando mi trovo a parlare di marketing e di vendite: “non puoi essere visto se non inizi a vedere”.  
Penso che chi inizia debba innanzitutto scrutare il mercato con attenzione e senza pregiudizi, comprendere quali sono i veri sogni e bisogni del proprio target, come questi vengano risolti attualmente e come il proprio prodotto o servizio potrebbe rappresentare un valore aggiunto.
Un consiglio semplice ed efficace è quello di parlare con le persone. Ma soprattutto ascoltare. I canali digitali, rimanendo in tema, rappresentano una grande opportunità: i social, i forum, i dati delle ricerche, possono essere una miniera d’oro per chi si sta presentando oggi sul mercato.

Quali sono le caratteristiche che deve avere un imprenditore per riuscire nel suo lavoro?

Ho avuto la fortuna di lavorare con grandissimi imprenditori e ognuno aveva qualcosa di unico e irripetibile. Tutti però erano contraddistinti da un bilanciamento tra presente e futuro: grandi ambizioni, grandi progetti per il futuro, ma anche una maniacale attenzione per il presente e le piccole cose. Dalla Silicon Valley è arrivato lo slogan execution is the key, ma in realtà è questo che ha sempre contraddistinto i piccoli e grandi imprenditori del nostro paese, ed essendo nato e cresciuto in Veneto posso testimoniarlo.

Tre consigli universali per vivere l'imprenditoria senza soccombere?

  • Il primo consiglio è quello di vagliare i consigli, soprattutto quelli che provengono da chi non ha mai percorso la nostra strada e non ha “la pelle in gioco”. Mai come oggi è facile imbattersi in consigli definitivi, nuovi venditori di olio di serpente che promettono un mondo facile e un modo facile per raggiungere il successo. La grande differenza è dunque riuscire a tenersi alla larga da formule magiche e guru, rimanere indifferenti a ciò che non fa la differenza.
  • Il secondo consiglio che mi sento di dare è quello di trattare bene le proprie persone, i dipendenti, e renderli davvero protagonisti del progetto. Ricordo sempre un grandissimo imprenditore italiano che, ogni volta che nelle feste aziendali cenava con i dipendenti, richiamava i camerieri che lo servivano prima. “Prima loro” diceva e con questo intendeva non solo servire le pietanze. In questo senso consiglierei a tutti di rileggere Olivetti e recuperarne le sue lezioni di imprenditorialità e umanità.
  • Il terzo consiglio è quello di non cadere nella trappola dell’ottimismo e anzi iniziare a ragionare in maniera opposta. È molto meglio prepararsi al peggio, immaginare come potrebbe fallire la nostra azienda e prendere dunque le adeguate contromisure, che illudersi di un successo irrefrenabile e ritrovarsi spiazzato. La più grande competenza dei nostri tempi, per gli imprenditori ma non solo, è quello di provare ad anticipare il futuro e creare opzioni, piani b, alternative. Un tema che affronto proprio nel mio ultimo libro, intitolato Alternative appunto.

Tags: marketing consigli crescita sebastiano zanolli

Pubblicato il 08.11.2019

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