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Salone da parrucchiere: come scegliere le luci giuste

Le luci per creare l’atmosfera perfetta in salone? È una questione di gusto estetico, ma anche di conoscenze tecniche legate al mondo dell’illuminazione.


Dopo aver analizzato ogni quanto è indispensabile cambiare l’arredo del salone (clicca qui per leggere l’articolo) e quali sono i colori che possono aiutare a creare un ambiente confortevole, (clicca qui per scoprirli), cerchiamo di far… luce sull’importanza dell’illuminazione nei saloni da parrucchiere.
Si tratta di un ambiente destinato ad attività differenti, per cui in tema di illuminazione è bene ricorrere a varie fonti di luce che rispondano alle diverse funzioni. In genere si segue uno schema a più livelli: luci destinate all’illuminazione generale (per esempio lampade da soffitto o parete e piantane che provvedono a fornire un’illuminazione di sottofondo), luci intermedie, che evidenziano una determinata zona, (la zona lavaggi o l’area tecnica), e luci d’accento orientate su oggetti o complementi d’arredo particolari.


(Les Garçons de la rue)

La luce parte dall’esterno
Per una strategia di marketing vincente, il salone deve essere ben illuminato e visibile fin dalla sua parte esterna. Un salone luminoso attira di più l’attenzione dei passanti e può mettere in risalto gli espositori di vendita di determinati prodotti. Dopo aver reso visibili gli espositori bisogna tenerli puliti e in ordine: un espositore semi-vuoto o sporco è indice di carenza di igiene e mancanza di risorse. Nella vetrina è bene illuminare, con un faro direzionato, la zona che presenta il menù dei servizi, gli orari, i contatti e in generale far vedere l’interno del salone: le persone saranno più propense ad entrare attirate da un ambiente confortevole ed invitante.

Giulia Piacentini, dell’ufficio marketing di Salon Ambience, sottolinea così l’importanza delle luci in salone: “scegliere la giusta illuminazione è di enorme importanza per qualsiasi negozio o attività commerciale, ma per un salone da parrucchiere lo è ancora di più. Da essa dipende la percezione del colore e, quando si parla di tinte per capelli, è fondamentale che non venga alterata. Proprio per questo un salone da parrucchiere deve cercare di sfruttare il più possibile la luce naturale, diffusa in modo uniforme in tutto lo spazio. Chiaramente la luce naturale deve essere integrata da luce artificiale; ma anche in questo caso è importante prediligere tonalità neutre, piuttosto che luci calde e fredde. La reception e la rivendita”.


(HC Studio Salon, Massachussets)

La reception è il biglietto da visita del salone
Deve essere quindi sempre molto ordinata e ben rischiarata, con soluzioni ad hoc. Tutte le aziende di arredo presentano casse retroilluminte, proprio per creare un punto focale entrando in salone. Ma la cassa può anche essere il posto dove posizionare luci di design per dare un tocco glam e di stile al salone. Accanto alla cassa vengono di solito posizionati anche gli espositori da rivendita, per incentivare l’acquisto d’impulso, e qui le luci giocano un ruolo davvero importante. Perfetti gli scaffali con i piani illuminati che mettono in risalto i prodotti, ma anche delle luci spot posizionate magari sul prodotto star o sulle promozioni del momento.

La zona lavaggi
Di solito si trova nella parte più ‘buia’ del salone, senza illuminazione naturale, lontano da vetrine e finestre (anche per un motivo di privacy), con la particolarità che le clienti al lavatesta hanno una posizione reclinata: facile quindi trovarsi con la luce dei faretti negli occhi e provarne fastidio. In questa zona, oltre ad una luce soffusa per creare rilassamento generale, è bene prevedere dei faretti direzionati su ogni lavatesta, in modo che il parrucchiere possa avere un’ottima visibilità, senza alcun disturbo di ombre. Il fascio di luce deve essere posizionato in modo mediano tra la cliente e l’operatore, per illuminare le mani di che esegue lo shampoo o i trattamenti e rendere semplice l’operazione, ma senza abbagliare la clientela.


(Cassa Smart, pensili e specchiere Cosmos by Salon Ambience)

La postazione tecnica
In questa zona la luce riveste un ruolo davvero di primo piano. Spesso per dare troppa enfasi si rischia di abbagliare (ci sono anche specchi che amplificano l’effetto) o di creare antiestetiche ombre sul viso della cliente. Se per il resto del salone potete contare sulle vostre competenze o sul vostro gusto personale, qui sarebbe meglio affidarsi a un esperto del settore che saprà consigliare al meglio, anche in relazione a quanta luce naturale filtra in salone. Un suggerimento ci viene dato dall’ufficio tecnico della Vezzosi Arredamenti: “Il salone è suddiviso in zone diverse di lavoro ma è consigliabile mantenere, il più possibile, la stessa temperatura di luce in tutto lo spazio, in modo da non avere sfumature diverse da zona a zona: nel senso che un colore-capelli deve presentare gli stessi riflessi allo specchio della zona tecnica come alla cassa o nella zona ingresso”. In più, è estremamente funzionale e di grande impatto estetico associare alla luce diffusa anche qualche sorgente di luce più diretta. Si può ad esempio illuminare maggiormente l’area del taglio grazie a una specchiera retroilluminata.

Luce calda o fredda?
Quando c’erano a disposizione solo le lampadine a incandescenza, il problema non si poneva. L'unica alternativa era la luce calda, per via della sfumatura di rosso data dal funzionamento stesso della lampadina. Ora, con le lampadine a led abbiamo l'opportunità di selezionare la temperatura di colore delle luci che preferiamo. Che qualifica la tonalità della luce e viene misurata in Kelvin (interessante sapere che la luce diurna del sole supera i 5000 Kelvin, n.d.r.). A seconda della temperatura delle lampadine utilizzate, infatti, ci troveremo di fronte a scenari diversi, che verranno percepiti dai nostri occhi come più o meno caldi o freddi, dal punto di vista delle sfumature di luce.
Di norma, la luce bianca calda (con temperatura colore tra i 3000 e i 3500 gradi Kelvin) viene utilizzata per gli interni degli uffici o delle abitazioni. La luce bianca fredda, dai 4000 gradi Kelvin in su, viene preferita per i grandi spazi aperti al pubblico, ad esempio i supermercati. È importante ricordare che, se la gradazione della luce tende verso i toni del rosso (e verso temperature minori) parleremo di luce calda (warm), mentre con temperature più elevate e tendenza ai toni del blu parleremo di luce fredda (cool).

L’esperto Vezzosi Arredamenti sottolinea che “La luce ideale per i saloni di acconciatura è la via di mezzo: una luce troppo calda uniforma troppo i colori del salone, mentre una luce troppo fredda falsa i colori delle tinture e del make-up. La giusta temperatura del colore della luce dovrebbe essere compresa tra i 3000 e i 4000 gradi Kelvin”. Meglio dunque scegliere una soluzione di luce neutra. Inoltre è bene ricordare che, come sottolinea Giulia Piacentini “dal punto di vista energetico, il passaggio da luce a neon a luce a led è certamente un passo importante, che ha consentito una notevole riduzione dei consumi e che, grazie ad una maggiore durata nel tempo, ha diminuito i costi di manutenzione”. Per questo è molto importante rivolgersi alle aziende di settore per una consulenza anche sull’illuminazione con soluzioni personalizzate.


(Salone greco firmato Vezzosi Arredamenti)

Tags: design saloni vezzosi salon ambience hc studio salon

Pubblicato il 26.10.2017

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